Sono il direttore Scientifico "Fortunato Francia" ed il presidente "Carmine Canino" ad esprimere la loro opinione sullo studio. 

Negli ultimi giorni sono stati scritti fiumi di parole, ma le polemiche ancora non si placano all'indomani della pubblicazione e del rumore mediatico innescato dal recente studio della New York University che dopo aver sperimentato gli effetti sui topi e sulle colture di cellule umane sottoposti a particelle di aerosol con e-liquids contenenti nicotina, ha osservato che l’inalazione di una tale miscela nebulizzata “potrebbe” provocare determinate alterazioni del DNA (basi di guanosina) tissutale a livello polmonare, cardiaco e vescicale.

Partiamo dal condizionale “potrebbe provocare” perché come più volte sottolineato, si tratta di uno studio preliminare e le conclusioni di questo genere di trials non possono essere considerate delle sentenze, infatti le ricerche scientifiche effettuate sui topi (o altri animali da laboratorio), ma anche quelle condotte in vitro (cellule umane) hanno lo scopo di valutare o meno l’opportunità di disegnare uno studio ad hoc sull'uomo, in modo da confermare o invalidare i risultati di precedenti lavori preliminari.

Entrando più nel merito dello studio della della New York University le critiche e le contestazioni, in Italia e all’estero, sono state davvero tante. Vi illustriamo alcune nostre perplessità in merito:

  • A) i poveri topini, pur inalando un buon e-liquid al gusto di una golosa custard, sono stati comunque investiti da un’ondata continua di finissime particelle di nicotina nebulizzata.

L’alcaloide è stato somministrato a dosaggi già sensibilmente alti per un vaper come i sottoscritti che pesano circa 350/400 volte più dell’incolpevole topino che è stato bombardato per 20 ore al giorno, per cinque giorni a settimana (mentre nel week end i topi erano liberi di fare quattro salti in discoteca) e per lunghi due anni. Non conosciamo bene nel dettaglio quali sono state le effettive condizioni operative della nebulizzazione prevista dal protocollo (Hardware, Watt, ohm,sicurezza delle coil, autonomia e tempi di sostituzione della stessa, ecc.).

In queste condizioni neanche un topo “Super Eroe” come il famoso Topo Gigio ne sarebbe uscito indenne.

  • B) Un altro punto da mettere in evidenza è il mancato confronto verso il fumo di sigaretta, infatti il lavoro è stato condotto con un aerosol ricco di nicotina e nitrosamine cancerogene che veniva inalato dal gruppo di topi (TG) mentre al secondo gruppo di roditori, che chiameremo (MN), veniva fatta respirare aria filtrata, manca ovviamente un terzo gruppo dei piccoli animali (SF) al quale fare fumare tabacco combusto. Quale sarebbe stato l’esito dello studio se i ricercatori avessero studiato e confrontato i risultati ottenuti dai tre gruppi di studio? Sarebbe stato molto interessante saperlo….non vi pare?

Anche perché se consideriamo che le nitrosamine ed in particolare il carcinogeno NNK (chetone nicotina-derivato della nitrosamina), ritenuto responsabile delle alterazioni delle basi di guanina del DNA dei topi e delle cellule umane testate in vitro, sono composti moltoben rappresentati nel tabacco insieme a numerosi altri veleni e per rilevarli non occorrerebbe neanche riscaldare l’essiccato; infatti l’NNK, per esempio, si forma durante la stagionatura delle foglie di nocotianatabacum. Negli e-liquids invece la pericolosa molecolacompare in presenza di nicotina, ma ciò avviene solo se si alterano in modo significativo le normali e consuete condizioni di svapo, in particolare se si aumentasse a dismisura la temperatura delle coilse/o se si omettesse di cambiare spesso il cotone e il filo resistivo (meglio se si utilizzasse l’acciaio).

La formazione d’incrostazioni delle resistenze sono comunque da evitare.

Durante i tests delle emissioni degli e-liquids contenenti nicotina, necessari per la notifica TPD, eseguiti da laboratori specializzati e certificati, nelle normali condizioni di temperatura e wattaggio e con coil pulite (normali requisiti di svapo), non vengono rilevati né nitrosamine, né acroleina (aldeide acrilica), le quali però, per via di una semplice reazione di pirolisi ossidativa che avviene a temperature sufficientemente elevate, potrebbero formarsi partendo dai carbonili presenti negli e-liquids (glicerolo e propilenglicole).

Se in seguito ad un forte mal di testa decidessimo di assumere noramidopirinametansolfonatosodico (la famosa Novalgina) e subito dopo divorassimouna bella salciccia, contenente nitrati e nitriti (conservanti), allora ci troveremmo, dal punto di vista del rischio chimico-biologico, in una situazione simile a quelladei topini dello studio americano, sebbene in questo caso, la temperatura non giochi un ruolo fondamentale, i nitrati e i nitriti fornirebbero con facilitàgli atomi di azoto alla noramidopirinametansolfonatosodiconecessari per sintetizzare nitrosamine cancerogene.

  • C) Gli strumenti e i metodi dello studio sono fortemente opinabili perché non riproducono, neanche lontanamente le normali e consuete condizioni di vaping.

Del resto il Ministero della salute britannico che consiglia e promuove l’utilizzo dei vaporizzatori personali in sostituzione del fumo di sigaretta, non possiamo pensare che sia stato colpito da un raptus di inaspettata follia decidendo una tale strategia!!! Di questo ne è convinto anche il Prof. Umberto Tirelli- Primario Oncologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano- che lamenta la necessità di uno studio di confronto.

F.to Dottor Fortunato Francia

Direttore Scientifico ANPVU  

F.to Carmine Canino

Presidente Nazionale ANPVU