Colors: Purple Color

Unasweb al tavolo di Aams – precisamente della Direzione Tabacchi – per parlare delle nuove e prossime soluzioni per il settore conseguenti alla approvazione della Legge di Bilancio statale.
Arcangelo Bove, Ceo di Svapoweb, prenderà parte, nelle sue vesti di anche Presidente Unasweb, alla videoconferenza indetta dalla Agenzia Dogane e Monopoli che si svilupperà nella giornata di Martedi con il coinvolgimento delle associazioni del settore.
E’ il primo momento di confronto che si avrà all’indomani della ratifica del documento contabile nazionale e nelle more di attivare le misure che, come ebbe ed anticipare la stessa Aams, dovrebbero porre freno al fenomeno del contrabbando.
“Sarà un’occasione di importante interfaccia – fa presente Bove – e, ovviamente, in quella sede ci presenteremo con la nostra propositività. Porteremo le nostre idee – insiste il Ceo Svapoweb – figlie non già dell’improvvisazione ma di anni di esperienza maturate “dentro” il settore.
Ebbene, ad Aams, dopo interfaccia con gli associati e con i singoli protagonisti dei nostri canali, presenteremo suggerimenti che riguarderanno modalità che riteniamo possano essere valide al fine di frenare l’increscioso fenomeno del mercato nero in entrata dall’Estero.

BOVE “PRESENTEREMO NOSTRE PROPOSTE”

Presenteremo, con massima umiltà ma in modo convinto e deciso, le nostre idee ai fini di approdarsi ad un settore che sia finalmente non penalizzato da ingerenze illegali.
Un mercato che premi il grande distributore, il produttore, il singolo negoziante onesto, da sempre attento ad un cosmo immenso di norme, adempimenti, parametri.
E che non può vedere mortificata la sua lealtà da furbetti che recano danno all’Erario e, soprattutto, rappresentano un serio attentato alla pubblica salute.
E’ il momento di fornire garanzie vere, reali e noi di Unasweb siamo pronti a fornire il nostro contributo.
Convinti anche,
 concetto che pure ribadiremo al tavolo di Martedi – spiega l’imprenditore sannita – come porre freno al contrabbando vorrà anche dire creare i presupposti per assicurare maggiori entrate allo Stato e, quindi, un medio abbattimento della tassazione.
Perchè se pagano tutti 
– chiude Arcangelo Bove – pagheremo tutti di meno”

Sarà quello di Aprile il mese dello start up delle previsioni anti-contrabbando a tutela del mercato delle sigarette elettroniche.
Questo quanto emerge da ambienti prossimi all'ambiente.
L’Agenzia Dogane e Monopoli, infatti, si starebbe attivando in una serie di interfaccia organizzativi con produttori del settore liquidi e-cig nell'ottica di pianificare tempistica e modalità d'azione.
L’intento, come trapela, sarebbe quello di vararsi una soluzione con fascette o contrassegni che sarebbero simili ai “sigilli” che si ritrovano apposti sugli alcolici.
In più, inoltre, si vocifera di involucri con tanto di pellicola protettiva e plastificata.
Questo, occhio e croce, l'oggetto dei prossimi provvedimenti che si inseriscono entro una precisa volontà del vertice AdM Marcello Minenna.
Ovviamente, la soluzione è attesa con grande compiacimento da quegli operatori del settore che agiscono secondo i parametri di correttezza e di legalità.
Muovendosi tra mille parametri, normative, adempimenti.

Contrastare con tenacia la piaga contrabbando, infatti, non potrà far altro che ripulire il mercato dalle intromissioni di quanti non sono corretti – si pensi ai famosi siti esteri – e che, con la loro attività, privano di risorse il Fisco e mettono a rischio la salute pubblica.
Ebbene, quindi, evviva le fascette.
Ora necessita, però, massimo rigore e presenza nel contrasto al mercato nero, ai pirati che, come prima detto, galoppano in particolar modo attraverso il web.
Altrimenti non si farebbe altro che appesantire quanti sono già corretti di ulteriori obblighi.
Favorendo, ovviamente in modo non voluto, quanti corretti lo sono di meno e che, indubbiamente, hanno già trovato vantaggio dalle politiche governative che hanno previsto – vedi ultima legge di Bilancio – nuovi rincari in capo al settore vaping.
La soluzione? (Anche) vigilare con attenzione gli oceani di internet intervenendo con azioni di oscuramento puntuali e costanti dei siti illeciti.
In ogni caso, ad Aprile sarà taglio del nastro per le fascette: si attende nelle prossime settimane la firma di primi direttoriali.

Le nuove opportunità della tecnologia e le nuove questioni per il diritto. E, perchè no, per la morale.
Il caso è quello di un insegnante che, al pari di tanti colleghi, è alle prese, in questo strambo periodo, con la didattica a distanza.
Lezioni attraverso il pc, il docente di qua, gli alunni di la.
E, quindi, c'è l'insegnante che, mentre sta tranquillamente seduto al pc di casa propria, mentre sta impartendo la spiegazione ai suoi discepoli, si accende una sigaretta.
E la questione diventa un caso.
Perchè qualcuno (molto probabilmente un alunno-talpa) fa arrivare la vocina all'orecchio del Dirigente scolastico che, sollecitamente, invita, con un mezzo formale, l'insegnate a non concedersi più bionde al cospetto degli alunni.
Poco conti se quel “cospetto” sia virtuale.
Questo, quindi, il contenuto di una ammonizione bonaria – in quanto tale, però, suscettibile di creare un precedente, quanto meno in ambito scolastico.
Ebbene, i quesiti sono i seguenti: quel Dirigente scolastico era autorizzato a richiamare all'ordine il docente?
Ne aveva titolo?
Ni.
Meglio dirsi: la Preside non sembra detenere alcun elemento giuridico reale, vero per poter imporre all’insegnante la specifica condotta.
E’ anche vero, però, che l’insegnante medesimo, che prima di tutto è educatore, è stato inopportuno nel suo atteggiamento.
La legge italiana, si ricorda, impone il divieto categorico di fare uso di sigarette e di sigarette elettroniche all’interno di tutti gli ambienti scolastici.
Già la 584/1975 – “Divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico” – dava prime indicazioni – in quell’anno, ovviamente, contemplando la sola fattispecie del tabacco non essendo ancora stata “inventata” la e-cig; poi la questione fu riproposta con la Sirchia che impose il no alla sigaretta nei luoghi pubblici al chiuso.
Ma solo con la 128/2013 si ebbe una disciplina specifica “tarata” sulla scuola stabilendosi come alcuno potesse fumare (o svapare) all’interno degli ambienti dell’Istruzione, pertinenze incluse – quali scale e cortili.
L’INSEGNANTE ED IL SUO RUOLO DI EDUCATORE
In definitiva, tornando alla questione esaminata: se il professore avesse fatto “dad” collegato dall’ambiente scolastico, sicuramente sarebbe gravato sulla sua persona l’obbligo di non fumare.
Collegato dalla sua abitazione, ovviamente, il medesimo ha visto più evanescente la sua “colpa”.
Anzi, come detto, in termini stretti di legge, l’insegnante era anche legittimato a concedersi la sua sigaretta.
Ma non si può ignorare, però, una norma che scritta non è ma che può avere un peso determinante sulla questione.
Non si può perdere di vista il fatto che un docente, come prima detto, è anzitutto un educatore.
E dallo stesso deve venire esempio per quel che riguarda stili e abitudini.

Svapoweb si amplia, cresce.
Negli store, nella capillarizzazione sul territorio.
Ed anche nell’offerta.
L’azienda guidata dal Ceo Arcangelo Bove ha “chiuso”, infatti, accordo con “Dr Juice Lab”, azienda di proprietà di Danilo Russolillo operante nella produzione di liquidi per sigaretta elettronica.
Una realtà nuova e giovane che si sta imponendo nel mercato di settore.
Ebbene, si diceva, anche Svapoweb, in forza di tale patto sottoscritto direttamente dai Ceo delle due aziende, il già menzionato Russolillo ed Arcangelo Bove, potrà distribuire attraverso i propri canali, dalla fortissima piattaforma web ai veri esercizi fisici, la linea di liquidi “Crazy”.
Crazy Pop, Crazy Cream, Crazy fruit, Crazy Monkey.

IL FILONE “PAZZO”

Un filone “pazzo”, appunto.
Il primo della serie, “Crazy Pop”, fu lanciato in occasione del “Vapitaly pro” di Roma e consiste in un aroma a tripla concentrazione (shot 20ml) dal gusto cremoso.
Uno scoppiettante “Pop Corn” che viene caramellato, avvolto da una soffice e dolce Vaniglia custard.
La versione “cream”, invece, viene presentata come “un soffice e goloso plumcake farcito con cioccolato bianco e crema si uniscono a tradizioni e ricette di famiglia”.
La modalità “Fruit”, invece, presenta “un sapore di fragoline di bosco e papaya deciso ma non invadente”.
Il tutto “impreziosito da un tocco di champagne frizzante” e da “una componente segreta avvolge il tutto rendendolo indimenticabile ed unico”.
Dalla frutta alla scimmia pazza con “Crazy Monkey”, ovvero “un mix di tabacchi scelti e crema di banana, con la solita componente segreta che avvolge il tutto rendendolo un liquido all-day per i vapers più esigenti”.
Da Svapoweb si esprime, attraverso la persona del Ceo Bove, la “piena soddisfazione per la chiusura di un accordo che consentirà di ampliare ulteriormente l’offerta della piattaforma”.
Questo perchè argomento prioritario – prosegue e conclude l’imprenditore sannita – “era, resta e resterà la massima soddisfazione di quanti si rivolgono ai nostri canali di vendita”

“Vogliamo che i fruitori del parco possano svagarsi, fare attività sportive e divertirsi in un ambiente salubre.
Si tratta di un piccolo gesto che può contribuire in misura rilevante ad incentivare abitudini tese al rispetto dell’ambiente e del prossimo”.
Così la vicesindaco di Milano, Arianna Censi, nell'annunciare lo stop prossimo a scattare, per la precisione con decorrenza 7 Febbraio, rispetto all'utilizzo, all'interno dell'Idroscalo meneghino, di sigaretta e sigaretta elettronica.

Una misura evidentemente più stringente rispetto a quella che, invece, è entrata in vigore, proprio nella giornata di ieri, Martedi 19, a Milano città e che non “include” anche i prodotti da svapo.
Da 24 ore, infatti, nel Capoluogo lombardo è andato a regime il Regolamento per la qualità dell'aria contenente, tra le altre, il divieto di fumare negli spazi pubblici all’aperto – quali fermate di bus, siti sportivi – sempre che non si riesca ad osservare la distanza interpersonale di dieci metri.
La restrizione, tuttavia, non riguarda anche le sigarette elettroniche che, quindi, potranno essere ancora svapate in tutta tranquillità, anche all’aperto ed anche allorquando non sussisterà la menzionata distanza di sicurezza.
All’Idroscalo, invece, che, pur rientrando nella Città metropolitana, non ricade nel territorio comunale di Milano in senso stretto bensì a cavallo tra quelli di Segrate e Peschiera Borromeo, il disco rosso riguarderà anche le e-cig.
L’area in questione nacque quale scalo aereo sull’acqua per poi tramutarsi, nel tempo, venuta meno la sua originaria vocazione commerciale, in punto di riferimento per lo sport e per il relax.

L’idroscalo, quindi, come primo luogo “open air” entro la metropoli milanese dove viene messa al bando la sigaretta elettronica.
“Per i fumatori – garantiscono, tuttavia, dall’Organizzazione – sono previsti sei corner dotati di posaceneri per la raccolta dei mozziconi, separati dagli altri rifiuti, come prevede la legge.
Anche qui – viene però specificato – non è comunque consentito accendere una sigaretta se nelle vicinanze ci sono bambini o donne incinte”.

"L’Organizzazione mondiale per la Sanità – ha ulteriormente sottolineato la già menzionataCensi – stima che il fumo passivo causi ogni anno nel mondo 603.000 morti, di cui il 28% bambini.
Inoltre questa scelta ci pone sempre più in linea con i provvedimenti assunti da altre grandi metropoli come New York, Parigi, Seul e Sydney”

Triplo colpo Svapoweb.
Dal Nord al Sud.
Trasversale in lungo ed in largo attraverso la Penisola.
L’azienda fondata dal Ceo Arcangelo Bove, leader nel settore del vaping, inaugura i suoi primi “store” a Torino e a Verona e piazza un ulteriore tassello a due passi da Siracusa, a Rosolini.
Michele Zanchelli nel Capoluogo piemontese ed Enrico Mischi nella città veneta i titolari delle due attività allo “start up”.
Giuseppe Roccasalvo, invece, a dare i natali all’esercizio che rappresenterà punto di riferimento per gli amanti dello svapo nella suggestiva area del siracusano.
E che porta a sette gli “Svapoweb store” attivi nella regione Sicilia.
Sempre più arancione lo Stivale, quindi, che con le tre nuove aperture, si vedrà puntellato di ben 154 punti “Svapoweb” nel Centro-Nord-Sud – convenzionalmente facendovi rientrare anche il riferimento di San Marino, giuridicamente straniero.
Senza dimenticarsi – poi – le tre realtà operative in territorio extranazionale, una in Spagna, ad Alicante, e due di recente costituzione nell’isola di Malta, nelle cittadine di Gzira e di Sliema, rispettivamente 11.000 e 22.000 abitanti.
Svapoweb inizia il nuovo anno così come aveva concluso quello precedente: ovvero programmazione, testa bassa e pedalare.

BOVE “SEMPRE PIU’ DETERMINATI”

“Il 2021 ci vede sempre più entusiasti, sempre più determinati ad estendere il nostro “brand” – così Arcangelo Bove, papà di Svapoweb – La squadra del franchising sta lavorando in modo egregio.
Sono gli ambasciatori del nostro marchio in Italia ed in Europa, da Roberta Siciliano, che opera nella sede di Benevento, a Salvatore Caroleo, Antonio Esposito, Antonio Ferrara e Rudy Russo, che stringono materialmente i rapporti sul territorio”
.
Solo il principio di un anno che si prospetta – anche questo – di esponenziale crescita per i colori arancioni.
Qualità dei prodotti, rete di altissima professionalità, costante attenzione alle esigenze degli affiliati e della clientela.
E, soprattutto, un rapporto qualità-prezzo che non ha pari.
Gli ingredienti di un successo.

Condominio, realtà ove si accostano le più diverse modalità di vita. Le più diverse abitudini. Non ultime quelle relative alle sigarette.
Quali doveri è tenuto ad osservare il condòmino fumatore con riferimento alla convivenza nelle aree comuni quali scale, ascensori, pianerottoli?
Senza dimenticare, poi, attenzione attenzione, come vi siano anche aree private, si vedano i balconi di casa, che possono divenire "terra di confine". 
Si potrà sempre e liberamente fumare in queste "location"?
Può, quest’ultima “condotta”, sempre e comunque essere ammessa?
E’ un’interessante questione quella che viene analizzata dal sito di diritto “La legge per tutti”.

Ebbene, venendo al dunque, circa le aree condominiali al chiuso, la tematica si pone come di semplice e immediata analisi.
In luoghi come il vano scale, l’ascensore, vale a dire, non è possibile fumare. Senza deroga alcuna.
E la fonte di tale norma si rintraccia in quanto previsto in seno alla legge Sirchia, entrata in vigore nell’anno 2015 (e in una successiva circolare del Ministero della Salute), che, molto semplicemente, fa divieto di fumare in luoghi pubblici che non siano all’aperto.
E, come appare chiaro, l'area condivisa di un condominio è di accesso pubblico.
Se, quindi, qualche “vicino” si concedesse una "bionda" nella tromba delle scale o, peggio, nella cabina dell’ascensore, si potrebbe – nel momento in cui non fosse stato sufficiente un bonario rimbrotto – allertare il “controllore”, nel siffatto caso l’amministratore, per i necessari provvedimenti.
E per quel che riguarda il balcone di casa?
Ho facoltà di chiedere alla legge che Tizio o Caio non fumi sul balcone del suo appartamento nel momento in cui il (suo) fumo mi andasse a determinare danno o disturbo?
Ebbene, chi si attende una totale impotenza della legge, rispetto a tali fattispecie, è in errore.
In primis, si fa presente, la legge Sirchia non può essere invocata per un contesto privato, quale quello dato dal balcone di una casa.
In più è da farsi presente l’atteggiamento di “garanzia” che viene riservato dalla legge al proprietario privato.
Compito, quindi, che si prospetta inizialmente non semplice quello di impedire, in nome della legge, ad un vicino di spegnere la sigaretta sul proprio balcone.

LA TEMATICA DELLE “IMMISSIONI INTOLLERABILI”

Sempre, però, che la sigaretta e, precisamente, il fumo che da essa si sprigiona non si vada a configurare nella fattispecie delle “immissioni intollerabili”.
Immissioni per le quali si intende, come spiegano da “La legge per tutti”, “flussi di fumo ed esalazioni, ma anche rumori e scuotimenti, che derivano dalla proprietà del vicino”.
Che possono essere considerate come “intollerabili” nel momento in cui le stesse “superino la normale tollerabilità”.
Un estremo, quindi, che andrebbe ad imporre di  riservare tutelare alla parte lesa o, addirittura, di ristorarla.
Caso pratico: una persona, affetta da importante patologia (che sia un cancro o una patologia cardiaca) è impossibilitato, di fatto, ad affacciarsi al proprio balcone giacchè, quando lo fa, si trova ad essere raggiunto dal fumo che viene dalla sigaretta del vicino.
Ebbene, in tale fattispecie, sebbene la cosa non sia in modo immediato dimostrabile, si potrebbe richiedere l’intervento della Legge.
E la sigaretta elettronica? Può anche essa venire risucchiata nel discorso delle “immissioni intollerabili”?
Anche in siffatto caso, molto dipende dalla discrezionalità del giudicante dal momento che le previsioni della Sirchia (che potrebbe fare da paravento alle e-cig) non si estendono anche al settore Svapo.
Al di là del fatto che la “Sirchia” non trova applicazione in contesti privati quali quelli dati dal balcone di un’abitazione.
Materia, anche in questo caso, che si presenta in chiara evoluzione giurisprudenziale

“Siamo al cospetto di un provvedimenti che hanno un duplice obiettivo: aiutano a ridurre il PM10, ossia le particelle inquinanti nocive per i polmoni, e tutelano la salute dei cittadini dal fumo attivo e passivo nei luoghi pubblici e frequentati anche dai minori”.
Così dall'Amministrazione comunale di Milano nell'annunciare l'entrata in vigore del Regolamento dell'aria, corpo di norme che, tra le altre, dispone anche il divieto di fumare in spazi pubblici all'aperto, quali parchi pubblici, fermate del bus, cimiteri e strutture sportive, laddove non si riuscisse a mantenere una distanza interpersonale superiore ai dieci metri.
Nella giornata di Martedi 19 Gennaio, in particolare, lo “start” della norma locale che si inquadra in un corpo di previsioni più ampio, quello del Regolamento, appunto, che, già incassato il doppio ok Giunta-Consiglio, contempla anche il divieto di predisporre nuovi impianti a gasolio e biomassa per il riscaldamento degli edifici. Con l’ulteriore “paletto”, con decorrenza 1 Ottobre 2022, di fare utilizzo di gasolio anche negli impianti di riscaldamento che già sono funzionanti. 
Con stretto riferimento al tema fumo, ancora, il disegno della squadra capitanata dal sindaco Sala è ancor più ambizioso: nel programma amministrativo figura l'obiettivo di rendere Milano, già nel 2025, una città completamente libera dal fumo negli spazi pubblici all'aperto.
Indipendentemente dal fatto che si potrà mantenere, o meno, la distanza tra persone.

Da precisare come le previsioni insite nel Regolamento dell'aria non si debbano ritenere applicabili anche alla sigaretta elettronica.
Sarà possibile, infatti, poter tranquillamente svapare nei menzionati spazi “open air” anche allorquando non sussistesse la distanza minima di dieci metri dalla persona più vicina.
Se, quindi, la Giunta Sala ha varato – come ha varato - la misura per proteggere persone e ambiente dalla nocività del fumo, è da ritenersi come gli stessi non abbiano considerato parimenti fonte di rischio il vapore.
Ed il dato, ovviamente, non può che destare piacere.

Svapoweb sempre più internazionale.
L’azienda sannita, leader nel settore delle sigarette elettroniche, allarga la sua presenza anche in territorio extra nazionale.
Dopo lo “store” spagnolo di Alicante, infatti, è prossima l’inaugurazione di un nuovo esercizio (anzi, di due) in un ulteriore Stato europeo.
E che Stato.
Una delle perle del Mediterraneo, in particolare, l’isola di Malta, crocevia del turismo dei cinque continenti, sta per tingersi di arancione.
Saranno ben due i punti Svapoweb ad essere inaugurati in terra maltese: uno a Gzira e l’altro a Sliema, cittadine isolane rispettivamente di 11.000 e 22.000 abitanti.
Due “punti” per uno stesso imprenditore: a lanciare i due Svapoweb store sarà Paolo Parisi, già da cinque anni titolare di negozi di sigarette elettroniche a Malta e da otto attivo nel settore del vaping.

BOVE “2021 INIZIA IN MODO LUSINGHIERO”

“Il 2021 inizia in modo lusinghiero per la nostra azienda, in perfetta continuità con quello appena conclusosi – così sottolinea il Ceo di Svapoweb, Arcangelo Bove – La prossima inaugurazione di due store nell’isola di Malta è cosa che colma di orgoglio il nostro marchio.
Dopo la capillarizzazione sul territorio nazionale, cominciamo a guardare all’Estero come nuova area di marketing.
E siamo sicuri che la qualità e la competitività economica dei nostri prodotti riusciranno ad aprirsi – e bene – ampi margini di mercato anche al di fuori dei confini nazionali.
E’ uno stimolo, è una occasione che ci porterà a misurarci con nuove realtà, nuovi contesti, nuove esigenze.
Ed il confronto, l’allargamento del ventaglio di esperienze, è sale per la crescita della nostra imprenditorialità.
Siamo, comunque, curiosi e incredibilmente motivati da questo nuovo momento internazionale”.

“Non voglio essere ripetitivo – prosegue Bove – ma devo sottolineare il gran lavoro che il team tutor-franchising sta ponendo in essere.
I miei complimenti – 
la conclusione dell’imprenditore sannita – agli storici Salvatore Caroleo ed Antonio Esposito, ai nuovi responsabili Antonio Ferrara e Rudy Russo nonché alla preziosa Roberta Siciliano”

Dalla Fondazione Veronesi giunge quella che ha tutta la parvenza di essere una mezza (se non totale) bocciatura al tabacco riscaldato.
Così pare cogliersi, senza ragionevoli dubbi, dal contenuto di un passaggio pubblicato sull'interfaccia web del sodalizio facente capo, nella relativa intitolazione, al grande medico oncologo milanese.
Gli studi condotti – viene sottolineato in esordio – non permettono di trarre conclusioni definitive sugli effetti per la salute dei riscaldatori di tabacco.
Dalle ricerche indipendenti effettuate finora si può ritenere che contengano meno sostanze cancerogene rispetto alle sigarette (come acroleina e formaldeide) e meno monossido di carbonio”.

La domanda, Marzullo docet, sorge spontanea.
Se gli stessi ricercatori della Fondazione Veronesi, infatti, affermano come il tabacco riscaldato sprigioni meno sostanze cancerogene, si deve dedurre, di conseguenza, come l'utilizzo di siffatti dispositivi possa essere connesso ad un minore rischio tumorale rispetto alle sigarette classiche?

La replica che viene dall'Istituto milanese, in merito, smorza gli entusiasmi.
“Gli esperti – è puntualizzato – non sono concordi, si potrà valutare a distanza di anni, come è accaduto col tabacco bruciato.
Per le stesse ragioni non ci sono evidenze chiare sugli effetti del fumo emesso, quindi su eventuali rischi da fumo passivo per chi sta accanto a chi le usa.

Pertanto – l'inciso dei ricercatori lombardi – si consiglia di evitare di utilizzare riscaldatori in luoghi chiusi, specie alla presenza di persone fragili.
È comunque da sottolineare la presenza di nicotina, sostanza tossica e psicoattiva, dannosa per il sistema nervoso e cardiovascolare, responsabile dello sviluppo della dipendenza”.
Quindi la chiusura, che pare essere equiparabile a sentenza senza molte possibilità di appello.
Secondo la European Respiratory Society – viene, infatti, osservato – i riscaldatori del tabacco non possono essere prodotti raccomandati perché se anche fossero meno dannosi delle sigarette, restano dannosi, danno dipendenza ed esiste il rischio che chi vuole smettere di fumare – la chiusura – rinunci per passare al tabacco riscaldato”.