16° puntata del 23-06-2018: Oggi continuiamo la nostra avventura con il Virginia, analizzando i metodi di coltivazione di questo famosissimo tabacco.

Bentornati con un nuovo appuntamento di Sali e T’abacchi.

Oggi degustiamo il Virginia. Un tabacco fondamentalmente di facile approccio, ma che riserva delle piacevoli sorprese.

Come abbiamo già visto negli articoli precedenti, questo tabacco è ampiamente utilizzato come base in moltissime misture, sia da pipa che da sigaretta, e rimane attualmente uno dei tabacchi più coltivati nel mondo, circa l’86% della produzione mondiale.

Se ne fa largo uso anche in purezza, e molte multinazionali famose del tabacco hanno per anni utilizzato il trinciato del Virginia, addizionandolo spesso chimicamente, per rallentarne la combustione ed esaltare maggiormente le doti melassose e dolci, accattivando così un bacino di fumatori sempre più vasto.

Difficilmente si utilizza in purezza nella pipa, in quanto essendo un tabacco molto rapido alla combustione causa il cosiddetto “raschio in gola”, è per questo che si consiglia sempre di spezzare con tabacchi da combustione più lenta del tipo Burley, Perique, Latakìa o tabacchi orientali.

Nelle tipologie di Virginia che abbiamo trattato in precedenza, sicuramente la Yellow (qualità gialla) è quella più massivamente prodotta, in quanto le sue peculiarità organolettiche e la cura ad aria (Flue Cured) con la quale viene ottenuta, garantisce una produzione quasi a zero rischi e un prodotto finito di qualità medio/alto.

Per il nostro test utiliziamo il Virginia di La Tabaccheria aromatizzando la nostra base 50/50 al 7%.Abbiamo utilizzato un sistema bf, buildato con 5 spire di Kanthal a1 28awg (0,32mm) su punta da 2,5mm. Una coil di 1,0 Ohm, spinta di 13watt con un Heat Flux pari a 230mW x mm²

Veniamo alla nostra disamina; il Virginia fondamentalmente è un tabacco ricco di zuccheri e la cura ad aria fa sì che essi si concentrino maggiormente.

Infatti anche al naso la sua nota mielosa e melassosa è facilmente riconoscibile, l’odore della foglia è autentica e presente, come se annusassimo direttamente il tabacco, ed al suo interno, accenti di paglia secca. Ci fa sicuramente capire che la sua anima è quella di un tabacco poco strutturato, ma la stratificazione odorosa e la franchezza con la quale si presenta è così piacevole che fa aumentare la salivazione.

In bocca, il vapore si presenta con la sua totale amabilità, morbidezza unica e peculiare. Il dolce/secco è palpabile tra palato e lingua, prolungando la sua lama di melassa di canna da zucchero fino all’espirazione. Quel che rimane in bocca dopo una prima svapata è la sensazione demi/sec dell’orzo maltato, una nota di paglia sul retrolfattivo. La persistenza è prolungata, e con una seconda svapata trattenuta tra naso e gola, la nota melassosa tende a prendere il sopravvento, mantenendo quella persistenza.

Una resa molto soddisfacente, che cataloga il nostro Virginia nella lista dei tabacchi all-day e sicuramente uno dei tabacchi che ci sentiamo di consigliare a chi volesse passare dal fumo analogico a quello elettronico.

Le considerazioni e gli abbinamenti di Alessio:

“Il Virginia è stato il mio primo tabacco “elettronico”, ho una specie di venerazione per questo tabacco, in quanto, seppur semplice ed immediato al palato e basic, ha intrinsecamente tutti connotati di una sigaretta, eccezion fatta per la combustione. La sua immediatezza però, non è così superficiale, ma nasconde secondo me l’essenza di quello che un vaper amante del tabacco organico cerca nel risultato finale delle sue misture, ovvero il legante.

Ebbene sì, il Virginia è il legante, la base, la madre di tutte le mixture. La madre premurosa che coccola i propri figli.

Un tabacco che fa da tappeto a frutta e creme con eleganza e charme, senza mai predominare sugli accenti, ma facendo splendidamente il lavoro per il quale è stato concepito, rendere omogeneo e indissolubile un legame. L’Atlante dei tabacchi, colui che tiene sulle spalle questo romantico mondo fatto di profumi e sentori.”

Le considerazioni e gli abbinamenti di Flavio:

“Non sono un amante del Virginia in purezza, del resto da sempre ho favorito tabacchi più amari che dolci. Il Virginia si presta a molte varianti, aromatizzandolo si può avere un ottimo risultato in quanto è molto versatile essendo un tabacco versatile, seppure io non ami la pratica di aromatizzare un tabacco.

Ad ogni modo ritengo, che se si deve approcciare il mondo del tabacco, sicuramente uno dei più validi è proprio il Virginia e, nel caso non vi piacesse, si fa sempre per tempo a miscelarlo con altri aromi in quanto la sua caratteristica più importante è proprio il saper essere un amalgamatore di sapori, si sposa bene sia con tabacchi più scuri, carichi di spezie, sia con tabacchi più leggeri che si avvicinano ai sapori erbacei.

In conclusione ritengo il Virginia un tabacco essenziale nella nostra riserva, seppur, per quel che mi riguarda, mai da solo.”

Concludiamo qui la nostra avventura nella colonia americana del Virginia.

A sabato prossimo !

Di Alessio Cona & Flavio Ceccanti

prossima puntata 30 giugno 2018