17° puntata del 30-06-2018: Continua il nostro viaggio nel mondo dei tabacchi, oggi parleremo di un tabacco che ormai, amici vaper, conoscerete tutti, il Latakia.

Il Latakìa prende il nome dalla città dove tradizionalmente veniva prodotto, appunto la vecchia Laodicea, l’attuale al-Lādhiqiyya (Lattakìa) nella martoriata Siria.

Latakìa è centro di una regione agricola ben coltivata (olivi, fichi e tabacco) e svolge funzioni commerciali, favorita dalla sua posizione, soprattutto dopo essere diventata lo sbocco di Aleppo, in seguito alla cessione di Alessandretta alla Turchia.

Il porto, formato da una insenatura poco profonda aperta ai venti del Sud, che è stata allargata e approfondita a partire dal 1930, è ora di importanza internazionale sia per motivi commerciali, che per motivi strategici bellicosi.

Del Latakìa se ne tramandano svariati aneddoti, ma quello che risulta essere il più realistico è il seguente.

Durante un viaggio di lavoro, si pensa a metà ‘800, alcuni mercanti inglesi di stoffe, di ritorno dall’oriente, si fermarono a Latakìa. In attesa di imbarcarsi su di una nave per fare rientro in patria si soffermarono a casa di un cliente, il quale, assieme ad un tè, offrì loro del tabacco il cui gusto li inebriò così tanto da volerlo importare in Inghilterra.

Di lì a poco nacque una vera e propria passione per il Latakìa, tanto da far nascere misture per pipa ad hoc, dove “l’oro nero siriano” faceva da padrone.

La peculiarità che estasiò i due mercanti, non risiedeva tanto nel tipo di tabacco, ma bensì nella tipologia di cura con la quale esso veniva reso unico.

Quella tipologia di cura che non aveva un processo ben definito, né espedienti che portassero sempre al solito esito e quindi ad un prodotto standard, ma era tutto affidato alla casualità.

Il tabacco che i contadini non riuscivano a vendere veniva stoccato, a volte per mesi, nelle loro stesse capanne, all’interno delle quali, inconsapevolmente, veniva affumicato dai focolari alimentati con sterco di cammello essiccato. Si pensa che grazie all’ausilio di questa scoperta, sia stata affinato ed istituzionalizzato il processo di cura.

Al di là dell'aneddoto, il Latakia viene tradizionalmente affumicato mediante combustione di arbusti e legni particolarmente aromatici e approfondiremo maggiormente la metodologia nella prossima puntata.

Il Latakìa siriano era per tradizione ottenuto grazie alla cura tramite affumicatura dell’intera pianta di Bozzini (Nicotiana Acuminata), comprese le infiorenscenze.

Per via dei continui conflitti che attanagliano la regione, la produzione si è quasi completamente spostata sull’isola di Cipro. Il tabacco utilizzato però è di un’altra tipologia, lo Smyrne, anche conosciuto come Yellow Cyprus, del quale si utilizza esclusivamente la parte apicale. Il resto della pianta viene utilizzato per tagliare miscele orientali o usato in purezza in alcuni casi.

 

A presto con Sali e T-abacchi da Alessio e Flavio.


Di Alessio Cona & Flavio Ceccanti

prossima puntata 7 luglio 2018