23° puntata del 06-10-2018: Oggi cari amici partiremo per un viaggio.... Il Mata Fina e la sua storia.

Oggi cari amici partiremo per un viaggio attraverso le foreste pluviali brasiliane, tra la vegetazione più fitta, la sabbia dorata e le cascate mozzafiato, ci addentreremo fino ad arrivare a Bahia, per parlarvi della “prima donna” dei tabacchi da sigaro, il Mata Fina.

Il navigatore che per primo esplorò le coste del Brasile fu il fiorentino Amerigo Vespucci, nel 1499, seguito dallo spagnolo Vicente Yáñez Pinzón nel 1500.

La scoperta ufficiale del Brasile però avvenne il 22 aprile del 1500, per opera dell'esploratore portoghese Pedro Álvares Cabral, che arrivò nella zona dove oggi si trova Porto Seguro, nello Stato di Bahia.

Sin dai primi giorni della sua colonizzazione, il Brasile, produce tabacco scuro.

Il tabacco cresceva naturalmente nella zona dell’attuale Bahia, e già dagli albori dei tempi gli indigeni ne facevano largo uso.

Ma fu sotto la colonizzazione dei portoghesi e degli olandesi, che realizzando la possibilità di ricavare grandi profitti, avviarono, nel 1537, uno dei più grandi commerci di tabacco proveniente dal sud delle Americhe.

Il Brasile divenne rapidamente uno dei principali esportatori di tabacco nero e ne detiene anche attualmente il primato.

Cruz das Almas è la città principale della regione Mata Fina nel Reconcavo Bahiano, nello stato di Bahia.

La città di Cruz das Almas si trova a 150 chilometri da Salvador, la capitale dello stato.

La regione Mata Fina prende il nome dalla vegetazione nativa (mata = vegetazione, fina = sottile). È una striscia di terra tra la Mata Atlantica (Foresta pluviale atlantica) e la Caatinga (molto secca e sabbiosa).

La vegetazione in questa zona è sottile e alta, come la foresta pluviale, ma le cime degli alberi sono piccole e cespugliose.

Il tabacco è una pianta endemica in questa regione, condivide la terra con questa vegetazione sottile, alta e folta. È qui che il tabacco scuro in Brasile prende il nome generico, Tabaco Mata Fina.

Verso la fine del XVIII° secolo, la produzione di sigari è cresciuto in numero considerevole. Le pance delle caravelle che prima erano piene di tabacco ora portavano anche sigari fatti a mano. Ben presto i mercati europei furono inondati di tabacco nero brasiliano.

Nel 1900, il Brasile produceva 120 milioni di sigari ogni anno. La produzione di sigari è diminuita drasticamente attorno alla fine del secolo scorso, mentre la produzione di tabacco scuro è continuata a crescere.

Molte manifatture industriali, come la Suerdick, hanno chiuso e questo ha fatto sì che a Cruz das Almas  le piccole manifatture artigianali prendessero piede, con qualità finale del prodotto assai maggiore.

Ci sono circa otto fabbriche nella regione che producono sigari di qualità e consumano circa il 2% del tabacco scuro coltivato lì.

Ma dov’è destinato il restante 98% di questo tabacco ricco e gustoso?

Apparentemente, i brasiliani sono gli unici a non rendersi conto che il tabacco coltivato nella Mata Fina è ottimo.

Il tabacco esportato ha due destinazioni. Una parte viene venduto ai produttori di sigari in tutta l'America Latina e nei Caraibi come riempimento per sigari lunghi, mentre la maggior parte del nero brasiliano esportato viene utilizzata dalle società europee che producono sigari a pasta corta fatti industrialmente.

Tutto il tabacco scuro piantato a Bahia è del tipo Mata Fina. Anche se stiamo parlando della stessa pianta, i microclimi, il trattamento della pianta stessa e le tecniche di raccolta fanno del tabacco coltivato, magari sui lati della stessa strada, un gusto completamente diverso. Infatti la nomenclatura di un sigaro brasiliano proviene dal nome dal luogo geografico piuttosto che dal tipo di pianta utilizzata.

Non perdetevi la prossima puntata dove parleremo di produzione e andremo a degustare il nostro amato Mata Fina. Buon Sabato!

Di Alessio Cona & Flavio Ceccanti

prossima puntata 13 Ottobre 2018