25° puntata del 020-10-2018: Terzo appuntamento con la "prima donna dei tabacchi": la degustazione del Mata Fina

Cari amici del tabacco da svapo, bentornati in Brasile. Oggi degusteremo il Mata Fina la cui pronuncia esatta in portoghese è [Mat-Uh Feign-Ah].

Ci sono molte varietà di Mata Fina che vengono coltivate in zone diverse di Bahia e, a causa dei diversi microclimi, il trattamento della pianta e dalle tecniche di raccolta, i prodotti che di partenza hanno lo stesso seme, avranno sapori e sentori totalmente dissimili tra di loro.

Nel passato il Mata Fina veniva unicamente utilizzato come wrapper, ovvero come fasciatura esterna, per i sigari, ma la sua esclusiva aromaticità e le sue peculiarità hanno fatto sì che attualmente lo si utilizzi anche nei “ripieni” (filler).

Molto spesso si combinano diverse tipologie di questo tabacco per conferire al sigaro finale un gusto unico, la costruzione di un “blend” si effettua solitamente scegliendo wrappers, binders e fillers tra di loro complementari, che possano assieme creare un equilibrio aromatico pressoché perfetto. Un po' come si farebbe per un blended Whisky.

Questa tipologia di tabacco racchiude in sé una vena dolce con note aspre.

Il sapore riporta la mente all'odore del legno di Cedro, non lasciando mai indietro quel sentore di cacao, tipicamente acidulo che caratterizza la foglia di Mata Fina.

Per il nostro test utilizziamo l’unico Mata Fina estratto che esista in commercio, quello de’ La Tabaccheria.

Annusando direttamente dalla boccetta il nostro estratto, la prima cosa che avvertiamo sono le note erbacee di foglia molto profumate, quasi eteree per la loro soavità. Prolungando l’aspirazione col naso, si avverte una piacevole freschezza, di tabacco umido con una lieve accentatura su una lieve nota asprigna.

Aromatizzando la nostra base 50vg 50pg al 6% di soluzione aromatica. Abbiamo utilizzato un sistema a tank, buildato con 5 spire di Kanthal A1 28 Awg su punta da 2mm. Una coil di 1,0 Ohm circa, spinta di 12/13 watt (3,6/ 3,8 Volts) con un Heat Flux pari a 220/230 mW x mm².

Il motivo per il quale è stata scelta questa configurazione è fondamentalmente per evitare che l’eccessivo calore possa andare a demolire la naturale gamma vegetale che il Mata Fina premette di avere. Contenendo la temperatura all’interno della campana del nostro atomizzatore, daremo la possibilità alle molecole più volatili di andare a disperdersi, lasciando che la gamma aromatica possa schierarsi completamente al cospetto delle nostre papille gustative e dei nostri recettori olfattivi.

Allo svapo il Mata Fina si presenta con una complessità aromatica unica. La vera “prima donna” dei tabacchi. Elegantemente si pone tra palato e lingua con la sua amabile veste, morbida e suadente, carezzevolmente persistente, rilasciando la sua incredibile carica aromatica.

Tra le parentesi dolci, ma allo stesso tempo pungenti della sue note vegetali si erge una vera e propria escalation di accenti aromatici unici. Dapprima il legno di cedro, la freschezza quasi acidula e pungente della foglia del tabacco che si traduce in una nota vibrante di cacao amaro. In fondo alla sua persistenza, quasi irreale, si manifestano note fruttate di prugna e un’ultima nota, diafana e leggermente alcolica.

Il bacio della Signora dei Tabacchi.

Le considerazioni e gli abbinamenti di Alessio:

“La prima volta che incontrai “la signora dei tabacchi” ebbi come la presunzione di poterla domare, non fu così! Forse non ero ancora pronto alla sua esplosiva aromaticità, ma capii sin da subito che un giorno avrei potuto intraprendere una liaison con Lei. È come innamorarsi di una donna bellissima, ma incredibilmente complicata, per poterci uscire devi sapere cosa le passa per la testa! Un anno dopo avevamo già le pubblicazioni in comune per il matrimonio! Scherzi a parte, ha sì un carattere poco docile, ma la sua incredibile rotondità e i suoi accenti lo rendono un tabacco da meditazione incredibile da abbinare ad un buon distillato, o a un cioccolato fondente all’80% che ne va ad estrarre l’essenza completa. In conclusione, in casa mia non deve mancare mai”.

Le considerazioni e gli abbinamenti di Flavio

“Il Mata Fina è come un pomeriggio a Rio, un sapore forte, deciso, caldo, odori e sensazioni si spargono nell'aria aprendoti a pieno i polmoni, un gusto non adatto ai palati più delicati, ai nasi a punta o alle buie cantine. E' sicuramente un tabacco da utilizzare con oculatezza nei blend in quanto troppo potrebbe sovrastare altri sapori, mentre troppo poco risulterebbe quasi assente. Il mio consiglio è quello di sdraiarvi su un'amaca in spiaggia, magari all'ombra di una palma, abbinare una bevanda analcolica al cocco e lasciare che la signora dei tabacchi faccia tutto il resto.”

Di Alessio Cona & Flavio Ceccanti

prossima puntata 27 Ottobre 2018