27° puntata del 3-11-2018: Il Piloto Cubano, un tabacco elegante, morbido e raffinato.

Amici vaper del tabacco, oggi affrontiamo il gusto del Piloto Cubano.

La peculiarità di questo tabacco sta nella sua particolare lavorazione, ovvero la cura ad aria e la successiva fermentazione naturale, ovvero senza l’ausilio di nessuna induzione.

Essa infatti si verifica, come ne ho ampiamente parlato nel precedente capitolo, grazie alla pressione che si verifica nell’accatastamento delle foglie confezionate in balle di tela, donando ulteriore carattere e la classica nota pungente della fermentazione.

Al naso si avverte subito, l’odore è quello di foglia di tabacco umida e una nota di sottofondo di cioccolato fondente, un connotato conferito proprio dalla fase di fermentazione naturale. Perseverando nell’annusare si riesce anche ad avvertire una velata e amabile nota di legno verde e cardamomo.

Il colore dell’estratto diluito al 10% (aromatizzazione da degustazione) risulta di un giallo pallido tendente al paglierino chiaro. Se volessimo diluire l’estratto per uno svapo all day, consiglio, come da linee guida La Tabaccheria, una diluizione del 6% (starter point).

Vorrei premettere che per questa degustazione ho scelto una configurazione dedicata.

A mio parere attualmente la più indicata per la degustazione dei tabacchi da sigaro.

In un tank, una build composta da 6 spire di kanthal 28Awg su punta da 2,0mm ottenendo una risultanza di 1,0 Ohm circa, da spingere da 11 a 12 Watt (3,4/ 3,5 Volts) con un Heat Flux pari a 200/210 mW x mm².

Questa configurazione non va a scaldare eccessivamente il nostro Piloto e oltretutto non ne va a storpiare la naturale armonia.

Consiglio infine di tenere un’ariosità più ampia (Air Flow da 1,4mm sarebbe perfetto).

Fatta questa premessa andiamo a degustarlo assieme.

La prima sensazione che abbiamo non appena introduciamo il vapore è la stessa che avvertivamo al naso, ovvero la foglia di tabacco umida e una nota fermentata, che io associo al cioccolato fondente, anche se la presenza di quest’ultima è molto meno franca rispetto a quella avvertita precedentemente. È un tabacco molto morbido tendente all’amabile, avvolgente e raffinato. La gamma speziata è lineare e si avverte un’elegante accento di legno verde con una leggerissima nota floreale sulla coda della svapata, che lascia la bocca gradevolmente pulita.

È mediamente persistente e richiede una ulteriore boccata, la fermentazione si sente, ma non è invadente, in quanto le note più evidenti sono quelle della cura ad aria, le note erbacee e vegetali.

Un tabacco che va letto tra le righe, come in un pentagramma, dove nella sua linearità in quattro quarti, spesso si avvertono controtempi e accenti che lo rendono interessante e strutturato.

La cosa evidente è che parliamo di tabacco crudo, ovvero non combusto, sicuramente rimane a mio parere l’estratto di approccio per chi vuole avvicinarsi al mondo dei sigari da svapo; sia per la sua immediatezza e rotondità bilanciata, sia perché coloro che non apprezzavano l’odore arrogante di un sigaro combusto qui ne possono finalmente cogliere l’essenza totale.

Considerazioni e abbinamenti:

Il Piloto cubano è in definitiva la vera anima del sigaro. Mediamente complesso, rotondo e amabile. La cosa più naturale che venga da pensare è quella di abbinarlo ad un rum, cosa abbastanza comune da fare con gli “analogici”. Ma in questo caso, data la sua raffinata eleganza, il rum andrebbe drasticamente a coprirlo. Consiglio invece di abbinarlo ad una buona lager o una pills, birre che vanno ad esaltarne le caratteristiche. Altresì consiglio un buon cioccolato fondente al 70% tra una svapata e l’altra proprio per andare a richiamare quella nota latente rilasciata dalla fase di fermentazione.

Buono svapo, e buona Tabaccheria a tutti.

 
Di Alessio Cona 

prossimo appuntamento 10 Novembre 2018