32° puntata del 08-12-2018: Analisi e degustazione Oriental La Tabaccheria, tra legni aromatici e note speziate.

Bentornati cari amici, nei precedenti appuntamenti abbiamo parlato dell’Izmir, abbiamo raccontato la sua storia, la cultura che lo ha portato ad essere uno dei tabacchi turchi per eccellenza e abbiamo visto come esso venga prodotto e lavorato. Oggi finalmente il momento che un po' tutti attendete: sessione degustazione!

E allora scaldate l’acqua e riempite la vostra teiera preferita con dell’ottimo tè nero alla menta, da sorseggiare tra una boccata di vapore e l’altra.

Il tabacco Izmir nasce per lo più come tabacco da sigaretta e viene spesso venduto trinciato e sfuso nei mercati cittadini di tutta la Turchia. Ma è anche uno degli ingredienti principali di mixture da pipa e assieme ad altri tabacchi orientali va a formare il giusto connubio che per generazioni è andato ad arricchire i blend inglesi e ad arricchire le forme aromatiche delle tanto amate miscele balcaniche.

La peculiarità principale dell’Izmir è quella di possedere una bassa quantità di nicotina e un carattere robusto, anche dovuto al metodo di cura ad aria, incontra il giusto bilanciamento tra lo speziato e una velata dolcezza.

Nel nostro caso la velata dolcezza si ripropone anche sotto forma di estratto.

Al naso infatti si presenta la naturale nota dolce/secca dell’Oriental La Tabaccheria con una intrigante e leggera speziatura.

Una predominanza di legni aromatici e sentori erbacei di fieno essiccato, ma anche con lievi note verdi.

Per degustare l’Oriental ho diluito come sempre l’estratto del 6% in una base Base 50pg 40vg 10H20, ho ritenuto opportuno utilizzare le indicazioni che l’azienda dà per uno svapo all-day in quanto, il pieno corpo di questo Izmir è totalmente espresso già con questa diluizione e sarebbe inutile andare a caricare ulteriormente il nostro composto. Nessuno però vi proibisce di spingervi al 10-12% se voleste utilizzarlo come compagno di meditazione.

Lo andremo a degustare su un tank buildato con 6 spire di Ni80 0,40mm su punta da 2,5mm con una resistenza finita di 0,6 ohm circa da spingere a 20/21watts.

Sin dalla prima inalazione alla lingua si manifesta quel che avevo preannunciato durante l’analisi olfattiva, ovvero una pronunciata amabilità che si interrompe subito tramutandosi in una secca e piacevolmente amarognola nota legnosa, al centro della quale galleggiano note speziate lievi, vicine a quelle di un Basma per tipologia, ma assai meno pronunciate e strutturate. In fondo a questa prima svapata, arriva una nota di paglia secca accompagnata da una piacevole accentatura erbacea che va a equilibrare le nervature rimaste dei legni in sottofondo. La bocca rimane piacevolmente vellutata e piena. Il vapore è grasso e umido, molto gratificante.

Un tabacco molto piacevole anche da svapare in purezza, mentre si sorseggia il tè nero alla menta che avevamo precedentemente preparato, oppure per strada, mentre si cammina in mezzo al traffico.

Vi confido però che apprezzo maggiormente le potenzialità di questo Izmir nella sua duttile capacità di abbracciare Virginia e Latakia per andare a creare magie aromatiche uniche.

Viaggi onirici legati a mixture balcaniche e miscele da pipa dai nomi esotici, uomini “Magrittiani” con la bombetta e l’ombrello che svapano, scendendo dai cieli grigi londinesi, pipe cariche di miscele inglesi.

Una visione molto surrealistica, ma permettetemelo, senza l’Izmir probabilmente sarebbe tutto così dannatamente monotono.

Di Alessio Cona 

prossimo appuntamento 15 Dicembre 2018