33° puntata del 15-12-2018: Il Burley, storia ed origini ed uso nelle sigarette elettroniche.

Cari vaper, tabaccofili e amici della nostra rubrica, il nostro viaggio continua e oggi ci fermiamo nuovamente in America per parlare del Burley.

Il Burley è caratterizzato dal suo tipico color verde chiaro, peculiarità per il quale gli Americani originariamente lo chiamavano anche White Burley.

Un tabacco, il Burley, la quale origine viene attribuita a George Webb e Joseph Fore, che nel 1864 iniziarono la coltivazione nella fattoria del capitano Federick Kaultz a Higginsport nell’Ohio con le sementi provenienti dalla contea di Bracken, nel Kentucky, anche se sono in molti in America ad accreditarsi il merito di esserne i pionieri. 

I due notarono che ne veniva fuori un diverso tipo di foglia, chiara sfumata dal bianco al giallo.

La storia narra che nel 1866, vennero da qui raccolte 20.000 libbre (9 tonnellate circa) di tabacco Burley e furono vendute nel 1867 alla fiera di St. Louis per 58 dollari riscuotendo i suoi primi successi tra i mercanti.

Già nel 1880 il Kentucky ne produsse il 36% della produzione nazionale totale di tabacco, e fu il primo nel paese, con quasi il doppio di tabacco prodotto.

Per oltre 100 anni il tabacco Burley è diventato un importante fonte di rendita anche nella Carolina del Nord occidentale e in altre zone degli Appalachi, dove tipicamente sono le fattorie che lo producono con i loro pittoreschi granai di legno. In molte di queste aziende la produzione rimane esclusivamente a gestione familiare, diverse generazioni lavoravano fianco a fianco in piccole realtà rurali, piantando, raccogliendo e curando il tabacco Burley.

Per generazioni, il prezzo del Burley era fissato in base all’andamento della sterlina, sicuramente una moneta economicamente molto più remunerativa del dollaro.

Nei primi anni 2000, il governo degli Stati Uniti propose un buyout della produzione di tabacco ai coltivatori. Essenzialmente avrebbe pagato loro un corrispettivo per un determinato numero di anni, in base alle loro quote medie, per non coltivare tabacco, ma qualsiasi altra tipologia di coltura.

È interessante notare che molti coltivatori credevano che questa fosse un’ottima notizia, in quanto pensavano che portasse un commercio equo.

La proposta del governo ha però modificato il sistema di vendita del tabacco regolamentando e passando da una vendita assicurata ad un'asta aperta che non ha lasciato alcuna garanzia che il tabacco venduto avrebbe portato un prezzo equo.

Per anni dopo l’introduzione di questa legge, molti agricoltori, che hanno continuato a crescere, non sarebbero stati pagati affatto per il loro lavoro.

Il passaggio dal tabacco ad altre produzioni ha portato fuori dal settore agricolo molte di queste aziende, costringendole a trovare fonti di reddito alternative.

Attualmente il Burley ricopre una vasta fetta del mercato del tabacco americano assieme al Virginia e al Kentucky, diventando il secondo per quantità prodotta, subito dopo il cugino Virginia.


Di Alessio Cona 

prossimo appuntamento 29 Dicembre 2018