14° puntata del 09-06-2018: Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che il tabacco fu scoperto proprio da un nostro connazionale...

Salve a tutti e bentornati!

Oggi ci apprestiamo sulla soglia di un nuovo viaggio, la nostra caravella ci porterà nelle colonie americane della Virginia, attraverseremo i nefasti esiti di una guerra civile sino ad arrivare ai giorni nostri. E’ il viaggio di Cristoforo Colombo. Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che il tabacco fu scoperto proprio dal nostro connazionale mentre si trovava sull'isola di Cuba, dove questa pianta cresceva selvaggia, ed i nativi lo fumavano o arrotolato come arcaici sigari, oppure bruciandolo all'interno di lunghe canne.
La colonia britannica del Virginia fu la prima ad introdurre la coltivazione di questa pianta, grazie a John Rolfe, che molti di voi ricorderanno come il marito di Pochahontas. Da buon imprenditore quale era, nel 1612 inaugurò la prima coltivazione in Virginia. E' interessante sapere che Rolfe diede vita alla sua prima piantagione, grazie all'acquisto illecito di alcuni semi di una speciale varietà di tabacco, che cominciava a crescere nella zona di Trinidad ed in Sud America. L'acquisto di questa sementa fu particolarmente pericolosa per Rolfe, in quanto la Spagna, di cui erano colonie le zone in cui venivano prodotti questi semi a quel tempo, prevedeva la pena di morte per la vendita di tali prodotti agli stranieri. Pochi anni dopo, nel 1616 il capitano George Yeardly, venne investito della nomina di Vicegovernatore della Virginia. Grazie alla sua posizione fu in grado di spostare l'attenzione popolare sulla coltivazione ed il relativo profitto della pianta di tabacco, da quel momento ci fu un enorme e rapido aumento della quantità annuale prodotta.

Arriviamo così alla guerra di indipendenza, nel 1783 le esportazioni annuali dalla Virginia non furono considerevoli. La guerra lasciò un segno sull'esportazione della foglia di tabacco, segno che ci volle più di un secolo e mezzo affinchè ci fosse una ripresa. Per 31 anni immediatamente precedenti alla guerra le esportazioni annuali erano costanti ed in aumento di anno in anno, ma per successivi 50 anni dopo la rivoluzione rimasero ferme. La spiegazione per questa diminuzione era che i paesi europei, durante la guerra, si addentrarono nella cultura del tabacco, e questo creò una sempre minore dipendenza dalle colonie per la produzione. Nel caso  del Virginia, ci furono anche onerose tasse da parte dei governi europei per l'esportazione tra il 1800 ed il 1860.

Negli anni che seguirono, tra guerre, trattati e la modernizzazione dell'industria, la produzione di questa speciale varietà di tabacco crebbe, tanto che ad oggi è uno dei tabacchi più usati e più conosciuti al mondo. Lo possiamo trovare come elemento principale in molte misture usate per le sigarette, infatti, quasi il 99% di questi prodotti ha al suo interno almeno una parte di tabacco Virginia.

Nella prossima puntata andremo ad analizzare i metodi di produzione e  coltivazione del Virginia.


A presto !

Di Alessio Cona & Flavio Ceccanti

prossima puntata 16 giugno 2018