15° puntata del 16-06-2018: Oggi continuiamo la nostra avventura con il Virginia, analizzando i metodi di coltivazione di questo famosissimo tabacco.

Benvenuti o bentornati a Sali & T'abacchi.

Oggi continuiamo la nostra avventura con il Virginia, andremo avanti analizzando i metodi di coltivazione e produzione di questo famosissimo tabacco, buona permanenza!
Prima di iniziare, è doveroso dire che di tabacchi Virginia non ne esiste una sola tipologia, altresì i più esperti sapranno che di questa pianta ne esistono tre differenti varietà prodotte: 

  • Virginia scuro, dal sapore “ampio”, pesante, ceroso e scuro, molto apprezzato in Europa, soprattutto ad inizio dello scorso secolo.
  • Virginia fine, curato al sole con l'utilizzo di legno di mogano, adatto ad essere fumato o masticato, molto in voga nelle americhe.
  • Virginia Giallo, utilizzato nelle misture di tabacchi più scuri per dare leggerezza e smorzare sapori più intensi.

 In realtà esisterebbe anche una quarta lavorazione di questo tabacco, utilizzata per lo più nella produzione di sigari; purtroppo la sua produzione non è mai stata aperta a larga scala e quindi non è facilmente reperibile.

Ma andiamo ora a vedere il metodo di coltivazione del Virginia.Quello che descriveremo di seguito è uno dei processi di coltura, e potrebbe differire da produttore a produttore per territorio o per impiego di tecnologie diverse. Noi vi illustreremo il processo in origine di questo tabacco.

Si comincia con la selezione del terreno, ed è molto importante che sia limoso, una tipologia di terreno molto particolare che essendo difficile nel mantenimento richiede che venga lavorato all'ultimo momento, poco prima della semina. Un terreno dolce, che non sia eccessivamente zolloso durante i periodi di siccità e che non assorba troppo la pioggia. La presenza delle querce è un sintomo di questa tipologia di terreno, l'esposizione a sud o ovest è la più auspicabile.

Successivamente si prepara il terreno; il campo per il tabacco dovrà essere profondo e completamente arato. Un terreno non arato in inverno spesso diventa duro e secco, facendo si che in primavera, non si abbiano le giuste condizioni per la semina. Questa deve essere effettuata distanziando le piante di circa 90 cm l'una dall'altra.
La distanza può variare in base alla tipologia di pianta che si vuole produrre: colture più ravvicinate conferiranno alla pianta foglie di colore più chiaro ed una maggiore lucentezza, mentre colture più distanziate porteranno a foglie più spesse che renderanno il tabacco più consistente e fibroso.

Diverse settimane dopo, le piante inizieranno a mostrare segni di germogliamento. La stagione della raccolta è ora vicina.

L'obiettivo è di avere il raccolto maturo e in condizioni uniformi sia per migliorare la qualità della foglia prodotta, che per ottenere una resa più ampia possibile.
Esperienza e giudizio sono necessarie in questa operazione. La migliore resa si otterrebbe lasciando sulla pianta tutte le foglie, estirpando il bocciolo non appena diviene distinguibile. Questa pratica è generalmente utilizzata nella produzione dei sigari, mentre per quel che riguarda i trinciati, le foglie sarebbero troppo piccole e conseguentemente povere del corpo e della tenacia richiesta.

Da novanta a cento giorni dopo lo sviluppo dell'arbusto, e circa trentacinque giorni dopo la germogliazione,  il tabacco sarà pronto per la raccolta.
Alcuni segni accompagneranno questo momento, il campo avrà un colore verde intenso, i polloni avranno cessato di crescere con la stessa intensità e i bordi della foglia saranno diventati tendenzialmente gialli e avranno cominciato a raggrinzirsi. La foglia sarà spessa, pesante ma anche fragile.
A questo punto si può raccogliere.

La cura del tabacco segue alcuni semplici passaggi:

L'ingiallimento è la prima fase di cura del tabacco, il passaggio al color giallo è causato da una rottura dei granuli di clorofilla verdi durante i primi giorni trascorsi dalla raccolta. Più il tabacco è maturo più rapidamente questo cambiamento avrà luogo.

Non è consuetudine utilizzare calore artificiale per ingiallire il tabacco poichè ne risentirebbe la qualità finale del prodotto.

Si passa dunque a stendere i pali sui quali saranno assicurate le foglie di tabacco all'interno dello stabile per “l'ammarronamento”, e questo processo verrà portato avanti grazie all'utilizzo dell'aria che circola all'interno del locale che non dovrà mai scendere sotto i 32°.

In pochissimi giorni il tabacco passerà da un colore giallo ad un marrone chiaro, dovuto a determinati enzimi ossidanti sui composti cromogeni all'interno della foglia.
Arrivati a questo punto verranno accesi i primi fuochi indiretti, che manterranno l'aria che circola nello stabile tra i 35° c ed i 37° c necessario ad asciugare l'umidità in eccesso.

Infine si porteranno i fuochi a produrre calore non oltre i 51° c, questo permetterà la finale essiccazione della foglia prima che si verifichino cambiamenti di colore involuti.
Ora il nostro tabacco Virginia è pronto per essere stoccato ed esportato in tutto il mondo.



Di Alessio Cona & Flavio Ceccanti

prossima puntata 23 giugno 2018