18° appuntamento del 07-09-2019: Baffometto - Baffometto Reserve -La Tabaccheria - Hell's Mixtures; Analisi gustativa.

Miei cari amici del tabacco,

Settembre ci ha aperto le porte, e noi varchiamo la soglia con una punta di nostalgia. I nostri tabacchi però ci saranno di conforto nelle buie e fredde giornate autunnali.

Come dicevamo nel precedente appuntamento il Baffometto è una mixture composta da Virginia, Black Cavendish e Latakia, io l’ho connotata nella classe delle modern english mixture, ovvero quei blend, in uso attorno agli anni 40 che andavano incontro ai fumatori di pipa che non amavano molto la presenza di orientali all’interno del loro camino. Infatti il posto solitamente a loro assegnato, e che va a costituire il corpo dell’aroma, è qui sostituito in maniera egregia, dal Black Cavendish. Un tabacco che ha sì intrinsecamente una struttura amabile, ma al contempo mantiene dell’antagonista orientale una spiccata propensione per le spezie, e una buona presenza minerale.

Il Virginia, con la sua duttile presenza, crea il giusto compromesso tra dolce e secco, andando a donare al complesso finale uno scheletro sulla quale poggiare le varie sfumature aromatiche. Il Virginia, inoltre, presente paritariamente nel Baffometto al Black Cavendish, ne esce in una veste diversa, perde il suo cappello di paglia e il suo carisma zuccherino, concedendosi più nudo che mai, una vergine nelle mani del demone Latakia. Un’unione carnale dalla quale nasce una vera e propria Hell’s Mixture.

Al naso il Latakia è predominante, si affaccia con la sua esuberante e solenne incensatura con fumosa compiacenza, sottecchi l’aromatica nota inequivocabile del Black Cavendish e il Virginia del quale permane il sentore pieno di tabacco appena trinciato.

In bocca il vapore del Baffometto è suadente e ricco. Dapprima si è colti dalla “secca” dolcezza del Virginia, sormontata dal corpo aromatico del Black Cavendish, che mantiene in sé tutte le caratteristiche fruttate e speziate colte sul profondo dal caliginoso Latakia, incensante e amabile al punto giusto.

Alla perfezione di un blend di questo calibro che ha visto Umberto Giannini e La Tabaccheria protagonisti, in seguito, l’azienda produrrà la versione Reserve e Baffometto avrà occhi rossi di fuoco.
Nasce Baffometto Reserve!
Una riedizione del classico, ma con un tocco di esoterismo in più: la presenza della barrique, la quale conferisce all’amalgama una legnosità aromatica splendida. La sensazione del fumo in bocca è riprodotta quasi alla perfezione, il senso di allappamento post sessione di pipa è pressochè identico.

La fumosità del Latakia è amplificata dai legni tostati della barrique, mantenendo di fondo l’eleganza di una mixture già di per sé completa. Un’intuizione che ha reso ancora più evidente quanto questi ragazzi con i tabacchi ci sappiano fare, e come le tecniche da loro adottate per conferire ai loro “orgasmi liquidi” qualcosa in più, siano così vicine al mondo enologico; motivo per il quale, io, da sempre, mi ostino a declamarli come stessi parlando di vino.  

Sia per il Baffometto che il Baffometto Reserve la percentuale di diluizione è fissata al 10/12% per poter degustare al meglio il blend , il suo vero gusto.
Volendo , per una mixture meno impegnativa , si potrà abbassare la percentuale di aromatizzazione con uno starter point fissato al 6%.

Citando uno dei tanti motti: “Baffometto è sempre buono, dove lo metto metto,” non saprei consigliare direttamente un atomizzatore adatto a svaparlo al meglio, sia esso un tank che un dripper, il suo trasformismo assumerà sempre il corpo del demone seno-dotato.

Io vi attendo la settimana prossima con un nuovo episodio di Sali e T’abacchi.

Dal vostro Zio Tibia ehm, Alessio Cona è tutto!

prossimo appuntamento 14 Settembre 2019

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