Nasce una nuova associazione a favore del vapore elettronico con alle redini Carmine Canino alla guida di ANPVU.

Nasce ANPVU una nuova associazione che  si differenzia dalle altre organizzazioni del settore già presenti sul territorio nazionale in quanto vuole essere principalmente composta da soli vapers: persone cioè che condividono lo stesso interesse e la stessa passione. Ha come primo obiettivo quello di aiutare i fumatori ad abbandonare il fumo di sigaretta entrando nel mondo dei vaporizzatori personali. Un Nuova associazione quindi a tutela della filiera e dei suoi componenti non solo a difesa del settore ma anche -e in linea principale - momento di crescita e aggregazione.

Gli associati avranno il compito di promuovere, con il loro esempio nel vaping, la tutela della salute a tutte quelle persone ancora schiave del tabagismo perché non convinti della reale validità dello svapo come mezzo efficace e sicuro per smettere di fumare.

Sono oramai migliaia gli studi scientifici - Dice Carmine Canino presidente dell'associazione - che si susseguono nel mondo, molti dei quali pubblicati su riviste molto importanti e riconosciute come: The Lancet, The New England Journal of Medicine, British Journal of Medicine, British Journal of Respiratory, ecc.che attestano, in maniera oramai incontrovertibile, come i vaporizzatori rappresentino una valida opportunità per vincere la dipendenza dal tabacco e far fronte alle gravi patologie fumo-correlate.

In italia su 11 milioni di fumatori circa 7.150.000 hanno tentato almeno una volta di smettere senza successo.

Le nuove tecnologie - continua Canino - del vaping consentono di avere la possibilità di poter cambiare le statistiche sanitarie e quindi essere in grado di offrire agli svapatori consapevoli una alternativa che è di gran lunga meno nociva del tabacco di sigarette. Il Ministero della Salute della Gran Bretagna già nel 2015 stimava una riduzione del rischio di circa il 95% della tossicità dei vaporizzatori rispetto alle “tradizionali”. È bene sottolineare come per riduzione del rischio di tossicità si intendono sostanzialmente tutte quelle patologie fumo-correlate come: il cancro del polmone e le gravi patologie cerebro-cardiovascolari (infarto del miocardio, stroke, arteropatiaobliterante periferica,etc.), ma non solo.

Un Team di ricercatori scozzesi guidati dal dottor William E. Stephen dell’Università di St. Andrews in Scozia è riuscito a mettere a punto una specifica metodologia definita “inhalationunitrisk” che misura il rischio di sviluppare il cancro per unità di inalazione chimica. Per ricavare i dati di rischio finali, i ricercatori hanno accoppiato il rischio di unità di inalazione con il consumo giornaliero stimato dei consumatori.

Le conclusioni, pubblicate sulla rivista Tobacco Control sono nette ed inequivocabili: “La potenza cancerogena delle sigarette elettroniche, è pari a meno dell’1% di quella del fumo”.

Numerosi sono gli scienziati di tutto il mondo (per l’Italia Tirelli, Polosa, Beatrice nonché il compianto Veronesi) che, attraverso prove scientifiche, si affannano sempre di più a convincerei Governi che l’uso dei vaporizzatori personali in alternativa al fumo di sigaretta sia, ad oggi, una vincente strategia di prevenzione che permette di salvare ogni anno dalla morte 83.000 persone in Italia, 700.000 in Europa, 6.000.000 nel mondo (OMS).

A comporre il primo Consiglio Direttivo provvisorio, composto di 7 membri fondatori, sono i Signori: VALERIOGARERIPARIDEGUERRA, CARMINECANINO, IVO CILIBERTI, LUIGI MAJURE, ANTONIO RICCARDO BARBA, LUIGI FAINI.

L’intento e l’auspicio di ANPVU è quello di vedere finalmenteanche lo Stato Italiano approvare e condividerele politiche del Regno Unito dove il Vaping viene promosso e incentivato dal proprio Ministero della salute.

ANPVU condivide e rispetta appieno gli obiettivi delle altre Associazioni già esistenti ed auspica, con convinzione, una continua interazione con esse per stimolare, tutti insieme, un dialogo costruttivo.

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